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PASTIERA
Ci sono dolci che, non c’e' niente da fare,
ne mangeresti a quintali, e non esiste forza
che può impedirtelo! Ecco, quando penso a
questo tipo di dolci penso alla Pastiera
Napoletana, un dolce veramente squisito.
Ricordo la prima volta che mi cimentai nella
preparazione di questa difficile ricetta,
ero alle prime armi e la pastiera napoletana
non era certo l’ideale per cominciare la mia
carriera come prima cuoca. Beh inutile dire
che non fu una pastiera memorabile quella
che riuscii a portare in tavola, pero' ne
ricordo ancora il sapore delizioso
nonostante l’aspetto un po’ floscio. Durante
la mia carriera perfezionai la mia pastiera
e ogni volta che posso la ripropongo con
gioia, perche' e' un dolce che oltre ad
essere buonissimo diffonde puro ed autentico
buonumore con le sue tenui sfumature di
arancio, vaniglia e grano. A testimonianza
di questo buonumore c’e' un aneddoto storico
secondo il quale il Re Ferdinando II di
Borbone nel far assaggiare una fetta di
torta alla sua imbronciata consorte, Maria
Teresa d’Austria, noto' che per la prima
volta dopo tanto tempo la regina non poteva
fare a meno di sorridere mentre assaggiava
la specialità di pasticceria napoletana!
Dunque cosa ha di tanto speciale questa
Pastiera e come nasce? Sulle origini di
questo dolce si sa per certo che la zona e'
quella partenopea e nasce come dolce legato
alla festivita' pasquale, mentre ci sono
varie leggende che ne attestano la nascita:
una la vorrebbe far risalire a riti pagani
legati al culto della primavera, un’altra la
vede protagonista all’epoca dei romani
quando regnava il devoto imperatore
Costantino, e pare fosse nato questo dolce
come focaccia rituale per celebrare i primi
riti Pasquali del Cristianesimo. Piu'
probabile pare un origine ecclesiastica
della Pastiera, nata in qualche convento del
napoletano per mano di qualche esperto frate
o monaca per celebrare degnamente le
festivita' pasquali. Quel che certo e' che
la Pastiera oggi come oggi rimane il dolce
di Pasqua per antonomasia, specialmente a
Napoli, dove la si inforna mai dopo il
Venerdi' Santo, poi se ne resta la giornata
di sabato a riposare per essere pronta per
il giorno di Pasqua ad assumere l’oneroso
ruolo di Regina incontrastata del Pranzo
Pasquale.
Vediamo ora come affrontare questo vero e
proprio mito culinario italiano, un altro
tesoro di cucina regionale da tramandare
gelosamente ai nostri figli. Un’avvertenza:
come tutte le ricette elaborate richiede una
certa dose di pazienza (soprattutto
nell’impasto) e molto tempo a disposizione,
d’altronde sappiamo che i miti non nascono a
caso ma richiedono un minimo di sacrificio!
INGREDIENTI: (per l’impasto) 400 gr. di
farina, quattro tuorli d’uovo, scorza di
limone grattugiata, 250 gr. di zucchero, 100
gr. di strutto, 100 gr. di burro fresco, 250
gr. di grano umido, due bustine di
vanillina, la buccia di un arancio, mezzo
litro di latte (per il ripieno) 300 gr. di
ricotta di mucca molto fresca, 250 gr. di
zucchero, quattro tuorli d’uovo, tre albumi,
100 gr. di canditi misti (cedro, limone,
arancia), due confezioni di estratto di
fiori d’arancio
PREPARAZIONE: Inizio con una nota
importante. Questo dolce richiede due giorni
di lavorazione. Si potrebbe abbreviare il
tutto acquistando della pasta frolla
surgelata e del grano precotto (in questo
caso seguire il procedimento descritto più
avanti accorciando il tempo di cottura del
composto con il grano da alcune ore a pochi
minuti e naturalmente eliminare la parte
sulla preparazione della pasta frolla fatta
in casa). Se avete poco tempo potete optare
per questa soluzione, personalmente vi
consiglio la versione più lunga per
esperienza vissuta, otterrete una pastiera
molto piu' buona perche' avrete fatto
assorbire tutta l’anima del latte e degli
altri ingredienti al grano. Comunque non
sempre si dispone del tempo necessario, a
voi la scelta.
Il giorno precedente e' necessario
ammorbidire il grano e lasciarlo riposare.
Per fare questo in una piccola pentola
andremo a cuocere tutto il grano in una
soluzione che comprende: il latte, la
vaniglia, lo strutto, 200 gr. di zucchero e
la buccia d’arancia. Sorvegliare la cottura
che deve avvenire a fuoco molto basso per
alcune ore fino a che non si sia ottenuto un
composto cremoso e il grano si sia
ammorbidito completamente. Una volta pronto
questo composto lo lasceremo in frigorifero
fino al giorno seguente. Preparazione della
pasta frolla: disponete la farina a fontana
su un tagliere, a parte tagliate il burro
freddo di frigorifero a dadini e poi con le
dita polverizzateli in modo da creare una
specie di farina che unirete alla farina
normale, quindi aggiungete i tuorli d’uovo e
la scorza di limone grattugiata, amalgamate
il tutto inizialmente con una forchetta poi
impastate tenendo conto di due cose:
l’impasto deve essere molto veloce e
soprattutto non deve durare a lungo.
L’obiettivo e' quello di creare un impasto
omogeneo e compatto nel piu' breve tempo
possibile. Quindi tirate la sfoglia con un
mattarello e lasciate a riposare per un’ora
sotto un canovaccio. Nel frattempo tagliate
a piccoli pezzi i canditi e metterli in un
capace recipiente insieme al composto di
grano del giorno prima. In un secondo
recipiente amalgamare la ricotta con lo
zucchero, i tuorli d’uova, l’estratto di
fiori d’arancio e un’ombra di polvere di
cannella. Mescolare il tutto molto bene fino
a creare una crema omogenea che uniremo al
grano e ai canditi nel primo recipiente.
Infine monteremo a neve in un terzo
recipiente le chiare d’uovo e le uniremo al
nostro ripieno. Quindi prenderemo una teglia
da forno di forma circolare con un diametro
intorno ai 30 cm. e un’altezza di circa 5 o
6 cm. Ungeremo bene la teglia con il burro e
lo rivestiremo completamente usando due
terzi della pasta frolla. Quindi verseremo
con cura tutto il ripieno nella teglia
ricoperta di pasta frolla e spianeremo
altrettanto bene la superficie.
Successivamente con il resto della pasta
frolla realizzeremo un disco del diametro
della teglia e lo taglieremo in tante
striscioline che deporremo delicatamente
sulla superficie secondo il modello di un
reticolo (tipo crostata). Possiamo aiutarci
utilizzando un foglio di carta oleata su cui
deporremo il disco di pasta frolla
tagliandolo insieme alla carta e alzando
ogni striscia di pasta afferrando la carta
oleata sottostante che elimineremo
depositando la striscia di pasta frolla
sulla torta. Cuoceremo a fuoco basso a 150
gradi fino a che la torta non risulti
imbrunita, magari controllando con uno
stuzzicadenti l’interno, forando la
superficie e verificando che non sia piu'
umido. Quindi toglieremo dal forno e
lasceremo a riposare a temperatura ambiente
per non meno di due giorni.
(dal WEB)
Aggiungo che, anche se nata come dolce
pasquale, oggi si usa farla anche per le
festività natalizie... ma anche durante
tutto l'anno! |
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